Anche quest'anno il concorso Mailing List Histria ci regala una bella soddisfazione, con uno dei premi giuria assegnato a Sara Arban (IX classe) per il suo tema "La vita del mio bisnonno".
Seguendo la consueta traccia "I nostri veci ne conta", proposta regolarmente ogni anno dagli organizzatori, Sara ha delineato una rappresentazione semplice ed efficace dello stile di vita del suo bisnonno, descrivendo le tradizioni familiari e il forte legame con la terra di una generazione passata che rappresenta una radice importante del nostro albero esistenziale.
Il componimento, realizzato con uno stile asciutto ed essenziale, lascia che le azioni parlino di per sé, raggiungendo il lettore in modo estremamente diretto fino a lasciare un sapore nostalgico che si adatta perfettamente al carattere umile e pratico della gente d'altri tempi.
A Sara vanno i nostri più sentiti complimenti per il premio ottenuto, che le verrà consegnato il 28 ottobre a Visinada, in occasione della cerimonia di premiazione.
La vita del mio bisnonno
La vita dei nostri nonni e bisnonni nel secolo scorso in Istria era molto dura. Voglio raccontare come viveva il mio bisnonno, che faceva il contadino.
In casa aveva diversi animali, che erano fondamentali per la sopravvivenza della famiglia. Tra questi c’era la mucca, che dava il latte. Questo veniva in parte bollito e utilizzato durante i pasti, e in parte trasformato in formaggio. Poi c’era l’asino, che serviva per il trasporto del raccolto e del fieno dai campi. Il bisnonno aveva anche un paio di maiali che allevava per la carne e delle galline che facevano le uova, un altro alimento molto importante per la famiglia.
Il bisnonno e la bisnonna svolgevano lavori diversi. La bisnonna si occupava della casa. Cucinava con la stufa a legna, chiamata anche spacher, che rimaneva sempre accesa durante il giorno. Con lo spacher preparava una buonissima polenta casereccia. Questo alimento si trovava spesso sulla sua tavola perché era molto nutriente e facile da procurare. La bisnonna faceva il bucato a mano. A quei tempi non c’erano le lavatrici né altri elettrodomestici, così i lavori domestici erano molto più faticosi di adesso. Il bisnonno invece si occupava dei campi. D’inverno li arava in modo da preparare il terreno per la semina. Poi in primavera piantava patate, mais e barbabietole. Quando gli ortaggi erano maturi, cioè d’estate, li raccoglieva e li accatastava su un carro che veniva poi trainato dall’asino fino a casa. Il raccolto veniva quindi riposto in una stanza che serviva da dispensa. D’estate, il bisnonno tagliava l’erba con la falce a mano e poi la lasciava nei campi ad asciugare. Una volta secca la caricava sul carro e la trasportava con l’asino al fienile. Quando arrivavano i freddi mesi invernali, la usava come nutrimento per la mucca e per l’asino.
Nel mese di settembre si faceva la vendemmia. In quell’occasione si riuniva tutta la famiglia per raccogliere l’uva. I suoi grappoli venivano poi pigiati in cantina e il mosto così ottenuto veniva fatto maturare per diventare vino. Tra ottobre e novembre si faceva la raccolta delle olive. Anche in quell’occasione tutti i membri della famiglia venivano ad aiutare. Le olive si raccoglievano a mano e la raccolta durava diversi giorni. Poi il bisnonno portava le olive al frantoio e ci tornava per prendere l’olio d’oliva.
Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscere il mio bisnonno perché è morto molti anni fa, ma ho la fortuna di avere un nonno meraviglioso, che mi fa conoscere tramite i suoi racconti la storia delle mie radici.

