Saline Strugnano

Giovedì 28 maggio 2020 gli alunni di IX hanno trascorso una giornata nella natura mediterranea, ampliando le proprie conoscenza legate agli obiettivi del progetto Erasmus + Salt-Work in progress: piccoli Ciceroni.

Si sono incamminati lungo il ciglio del promontorio di Belvedere, per arrivare in cima alle falesie di flysch di Strugnano, che si trovano nella parte settentrionale del Parco Naturale di Strugnano e rappresentano il dirupo di flysch più ampio dell'intera costa adriatica, elevandosi fino a 80 metri sopra il livello del mare. Lungo il percorso hanno potuto ammirare e apprezzare gli aromi della flora mediterranea: il leccio, l'alloro, gli ulivi, la ginestra ed altre piante che crescono nei dintorni. Hanno potuto godere della vista meravigliosa del Golfo di Trieste, circondato dalle Alpi Giulie, e poi, avvicinandosi a Strugnano, anche anche del promontorio di Pirano con la chiesa di San Giorgio.

Infine, assieme alle guide del Parco, hanno visitato la riserva con la laguna marina Stjuža (chiusa) e le saline di Strugnano.

La Chiusa è l'unico esempio in Slovenia di laguna marina che è stata creata con il lungo lavoro dell'uomo. Essendo riparata dalle acque marine e dal vento, favorisce la permanenza di molte specie di uccelli anche d'inverno. Gli alunni hanno potuto vedere esemplari di egretta garzetta, anatre e una coppia di cigni. La guida ha presentato anche il pesciolino che vive nelle saline, il nono, che si nutre di larve di zanzare.

Gli alunni hanno anche notato che, sul terreno salato delle saline, crescono numerose piante alofite, che sopportano e addirittura necessitano di una marcata concentrazione salina; di regola, dispongono di foglie e fusto legnoso, poiché soffrono la siccità per mancanza di acqua dolce. Sono presenti lungo i margini dei campi saliferi e nei canali. La guida ha dato da assaggiare delle piccole piantine di salicornia fruticosa ai ragazzi, che sono stati stupiti dal sapore completo e salato della pianta; poi hanno visto anche il finocchio di mare, l'atriplice tatarica e il giunco marittimo.

Inoltre, la guida ha spiegato che in queste saline, le più settentrionali e piccole del Mediterraneo, il sale si produce già da oltre 700 anni. Il loro ruolo fu inizialmente commerciale, ma oggi le saline di Strugnano fanno parte del patrimonio culturale e naturale. Le saline furono costruite nella golena del torrente Roja. È stato spiegato agli alunni che il sale si ottiene mediante la cristallizzazione, conseguente all'evaporazione dovuta all'esposizione al sole e al vento. L'acqua marina deve compiere un percorso attraverso le vasche nelle saline, quelle evaporanti e quelle salanti, per permettere la diminuzione del liquido e aumentare la concentrazione del sale, dal 7% al 25,5%, che avviene nell'ultima vasca salante con la cristallizzazione del sale. Nei fondi di cristallizzazione, i salinai coltivano la petola, che è uno strato di alcuni millimetri composto da alghe, sadra e minerali, che impedisce il contatto tra il sale ed il fango. Nella produzione utilizzano degli attrezzi tradizionali: i "gaveri" (rastrelli di legno con i quali viene ammucchiato il sale), i "cucchiaioni" (che servono per la pulitura delle vasche) e le carriole di legno con la ruota a rullo. Per non sprofondare nel sale, portavano ai piedi i "taperini", degli zoccoli di legno.

Arricchiti del sapere sul patrimonio culturale delle saline, gli alunni di IX sono poi ritornati a scuola, felici di aver trascorso una giornata insieme.

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