Il teatro applicato di Belgrado

Le partecipazioni ai progetti europei portano diverse esperienze per i docenti. Danno modo allo scambio di idee e delle attività che promuovono diversi obiettivi.

La scuola elementare "Dante Alighieri" dallo scorso anno partecipa al progetto Erasmus + EDUCOM – lo scopo è educare la comunità per ridurre il rischio dell’esclusione sociale dei bambini. Il progetto si concentra sullo scambio di competenze tra le varie scuole e organizzazioni della società civile, organizzando lezioni e laboratori su come supportare i bambini ad esclusione sociale.

A gennaio 2020 tre insegnanti della nostra scuola assieme ai partner dall'Italia (l’Associazione Uniamoci e la Direzione Didattica Orestano), dalla Croazia (l’Association Practicum) e dal Portogallo (la scuola Agrupamento de Escolas de Barcelos) hanno avuto modo di conoscere le strategie e le metodologie di sviluppo, di prevenzione e nell'educazione infantile impiegate dall’organizzazione CEPORA - Centre for positive youth development dalla Serbia. È una NGO che lavora con bambini orfani e impiega nel suo lavoro quotidiano il teatro applicato come una delle strategie di prevenzione per affrontare gli ostacoli che possono pervenire nella società (come affrontare i problemi sociali ed emotivi).

Le attività che ci hanno presentato sensibilizzano all'inclusione sociale e alla tolleranza.
Le insegnanti Eleonora Matijašić e Aleksandra Ćirković durante l'anno 2020 hanno messo in pratica le tecniche apprese durante lo Staff Training svoltosi a Belgrado con gli alunni dalla I alla V classe. Mediante le attività rinforzavano il campo della concentrazione, la tolleranza e l'appartenenza al gruppo.

Una delle prime attività che richiedeva un alto livello di concentrazione era il gioco d'orientamento nello spazio, eseguendo le attività secondo le istruzioni suggerite dall'insegnante: la corsa, la camminata, guardare su/giù ed altre combinazioni ed eseguire le attività opposte es. camminare quando sentono la parola ''corsa'', guardare in su quando sentono ''guarda giù''.

Seguiva il gioco del ritmo -  l'alternanza del battito delle mani in modo crescente ad arrivare a un'equità del suono e del ritmo. Un altro gioco era l'invito alla festa che richiedeva una conversazione in ambito della coppia o del gruppo faccendo uno scambio di domande e risposte positive. Un'altra attività era legata all'imitazione del verso e della mimica di uno dei personaggi (tigre, gallina, alieno); l'idea finale è che tutti i partecipanti facciano la stessa scelta per arrivare a una sincronicità. Il gioco delle statue richiedeva tanta attenzione dato che dovevano imitare la postura del corpo del compagno che gli stava di fronte.

Abbiamo constatato che tutte le tecniche attribuite nelle rispettive classi avevano una reazione positiva. Tutti i bambini hanno partecipato volentieri. Gli alunni hanno affermato che le attività hanno portato il divertimento, l'allegria e il rilassamento, nonché il rispetto e la tolleranza se qualcuno dei partecipanti faceva qualche sbaglio. Hanno constatato che questi giochi, così li hanno definiti i bambini, richiedevano tanta concentrazione e hanno avuto modo di allenare il loro pensiero. Inoltre, tutte le classi avevano una stessa opinione: che tutte le tecniche hanno contribuito alla partecipazione di ogni individuo e tutti si sentivano appartenenti al gruppo.

 

 

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