Come si dice »pattini« nella tua lingua? »Bob« vuol dire slitta anche in russo? Quante lingue sai parlare? Sai che la tua lingua assomiglia un po’ allo sloveno! Sono queste le domande e le osservazioni nate durante il laboratorio plurilinguistico svolto da un gruppo di alunni delle V e VI classi.
Il loro compito era quello di creare dei mini dizionari sugli sport invernali preferiti in tutte le lingue parlate dal gruppo. Hanno scoperto che queste sono ben cinque: oltre all’italiano e allo sloveno conoscevano anche l’inglese, il russo e il macedone.
L’attività svolta nell’ambito del progetto JeST (Le lingue contano) aveva lo scopo di aumentare la tolleranza verso il multiculturalismo e ha prodotto dei risultati assolutamente interessanti: cartelloni sul pattinaggio, lo snowboard, il curling, il bob, lo sci freestyle e quello alpino che oltre a raccogliere le parole chiave riguardanti gli attrezzi, illustravano anche le regole del gioco. L’esercizio ha contribuito ad accrescere la loro curiosità e ad avvicinare i ragazzi alle lingue madri dei loro compagni di classe.
Gli alunni hanno scoperto alcuni suoni tipici appartenenti a diverse lingue in questione. Hanno confrontato l’alfabeto latino con quello cirillico. Hanno visto che alcune parole hanno un suono simile anche in lingue molto diverse tra loro.
Accettare la diversità non è facile. E non si può pretendere dagli alunni di essere curiosi. Ma domande come: “Ma come si pronuncia caпоги (sapogi)?” oppure “чисзми (cizme) vuol dire davvero gli scarponi?” ci confermano di avere fatto dei passi corretti verso uno degli obbiettivi chiave del progetto JeST: che le lingue, parlate dalla comunità scolastica, non vengano più considerate come lingue straniere, ma che diventino “le lingue dei miei compagni”. Questo rappresenta un passo significativo verso la pace e il benessere di tutta la comunità.

