Il 27 gennaio, la data in cui settantasette anni fa l’esercito sovietico liberò il campo di concentramento di Auschwitz, ricorre il Giorno della Memoria, occasione per ricordare gli sconvolgenti episodi dell’Olocausto. Si tratta di una delle pagine più buie dell’intera storia dell’umanità, un evento straziante che dimostra a quali estreme conseguenze possono portare l’odio e l’intolleranza.
La società democratica in cui abbiamo la fortuna di vivere, nata sulle ceneri di quei tristi fatti storici, ci offre l’opportunità di crescere ed essere educati secondo principi e valori che uniscono l’umanità nel segno del rispetto e della fratellanza, nella consapevolezza che non è così in tutto il mondo e non è praticamente mai stato così in passato.
Questo è il messaggio che, nella giornata culturale svoltasi oggi a scuola, abbiamo provato a trasmettere ai nostri alunni, insistendo sul concetto che il ricordo di questi avvenimenti è un valore assoluto. Come scrisse Primo Levi, “meditare su quanto è avvenuto è un dovere di tutti. Tutti devono sapere o ricordare che Hitler e Mussolini, quando parlavano pubblicamente, venivano creduti, applauditi, ammirati, adorati come dei”.
Nel corso della giornata di oggi, gli alunni hanno svolto diversi laboratori durante i quali hanno visitato il monumento ai caduti del Comune di Isola, ascoltato una lettura con accompagnamento musicale di brani tratti dal romanzo “Se questo è un uomo”, riflettuto sulle simbologie dell’Olocausto, affrontato tematiche di pace attraverso la poesia e l’arte. Inoltre gli alunni della IX classe hanno esposto ai loro compagni il lavoro svolto nell’ambito del Progetto Crocus, che prende il suo nome dal fiore simbolo del genocidio degli ebrei.
È successo in Germania, ma le stesse cellule malate si trovano nel corpo di ogni nazione, pronte ad entrare in attività.
(Charlie Chaplin)